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Coltivazione orchidee: il keiki e la moltiplicazione



Cosa fare quando la phalaenopsis è ormai sfiorita? La pianta è tutt'altro che esaurita, e può tranquillamente riprodursi e rifiorire.
Durante la fase vegetativa la pianta emette nuovi rametti, nuovi steli, dotati di radici: questo può avvenire per diversi motivi, ma anche spontaneamente. I nuovi apparati sono facilmente riconoscibili anche perché non nascoste nella terra; si tratta di piante epifite, cioè che vivono appoggiandosi sui tronchi di altri alberi, e non hanno bisogno di un substrato in cui radicare.

Ognuno dei nuovi steli sarà in grado di produrre una fioritura, e di essere a tutti gli effetti una piantina autonoma. Ecco perché moltiplicare le orchidee phalaenopsis è importante. Una volta evidenziati i cosiddetti keiki, è sufficiente staccarli con delicatezza dalla pianta madre e rinvasarli. Gli steli non vanno recisi, perché l'intera struttura è necessaria per la fioritura. Prima di effettuare questa operazione, è bene assicurarsi che il "figlio" sia abbastanza grande per essere indipendente: deve, cioè, aver già sviluppato un suo apparato radicale di almeno qualche centimetro di lunghezza e avere un suo fogliame.

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